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Capitolo Venti. Inghilterra e Francia dal 1849 agli anni Settanta.
     
Paragrafo 1 . La prosperit dell'Inghilterra vittoriana.

     
Dagli  anni  Cinquanta inizi per l'Inghilterra un  lungo  periodo  di
stabilit politica e di prosperit economica, corrispondente alla fase
centrale  di  quella  che,  dal lungo regno (1837-1901)  della  regina
Vittoria,  definita "et vittoriana".
     Determinante  fu  l'azione  svolta  dai  governi,  quasi   sempre
liberali fino al 1874.
     Vennero   potenziate  le  infrastrutture,   in   particolare   le
comunicazioni  ferroviarie  e  la  flotta  mercantile.   Le   attivit
industriali e commerciali furono favorite dalla liberalizzazione degli
scambi  e  dall'adozione di provvedimenti che consentirono  una  larga
disponibilit di capitali per gli investimenti.
     In  politica  estera, a livello europeo, i governi  cercarono  di
mantenere l'equilibrio tra gli stati e, a tale scopo, intervennero per
bloccare  l'espansionismo  russo,  per  frenare  i  disegni  egemonici
francesi e per favorire l'unificazione tedesca e quella italiana.
     Il  consolidamento del dominio sull'India, l'ulteriore espansione
in  altri continenti e la penetrazione economica in Cina e in Giappone
consentirono  all'Inghilterra  la  formazione  del  pi  vasto  impero
coloniale  del  mondo. Le industrie britanniche  acquisirono  cos  un
immenso mercato di sbocco per la loro produzione ed una comoda e ricca
fonte per l'acquisizione di materie prime.
     Strettamente  collegato  con  la  stabilit  politica  e  con  la
prosperit  economica fu l'elevato grado di integrazione sociale,  che
fu raggiunto grazie alla convergenza di molteplici fattori.
     La    piccola   e   media   borghesia   urbana,   cresciuta   sia
quantitativamente  che  qualitativamente  in  seguito   all'incremento
demografico  ed  allo  sviluppo economico, era  diventata  sempre  pi
consapevole  del suo peso sociale e, conseguentemente,  desiderosa  di
esercitare anche un maggiore peso politico.
     
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     All'interno   della   classe  operaia,  il   crescente   sviluppo
industriale aveva determinato la formazione di consistenti  gruppi  di
lavoratori   qualificati,  che  si  distinguevano  per   le   migliori
condizioni  economiche,  per  una maggiore  preparazione  culturale  e
professionale, per una tendenza all'inserimento nel sistema  politico,
che  li  avvicinava  alle classi medie, delle quali,  in  molti  casi,
condividevano atteggiamenti e aspirazioni.
     I   governi  si  mostrarono  sensibili  a  queste  trasformazioni
sociali   ed   adottarono   una  serie  di  riforme   che   favorirono
l'emancipazione economica, politica e culturale del ceto medio e delle
categorie   operaie  pi  avanzate.  Il  risultato  fu   appunto   una
progressiva integrazione sociale, fondata su un'ampia accettazione dei
ruoli e dei valori diffusi dalla classe dominante.
     Una  prima  significativa  riforma  fu  adottata  nel  1856,  con
l'emanazione  di  una  legge,  che  stabiliva  l'obbligo  di  concorsi
pubblici per l'accesso agli impieghi statali. Nel 1867 una nuova legge
elettorale fece passare il numero degli aventi diritto al voto da poco
pi  di  un  milione  a  due  milioni. Nel  1871  furono  riconosciute
legalmente  le  Trade Unions. Nel 1872 fu stabilita la segretezza  del
voto.  Venne anche avviata un'importante azione riformatrice nel campo
dell'istruzione,   attraverso  il  potenziamento   delle   istituzioni
scolastiche pubbliche e il ridimensionamento di quelle ecclesiastiche.
     I  governi  britannici,  se conseguirono importanti  successi  in
politica economica, interna ed estera, non riuscirono per a risolvere
la questione irlandese.
     Superato  lo sbandamento causato dalla grave carestia degli  anni
1845-1846  (vedi  capitolo Diciassette, paragrafo 6),  la  popolazione
irlandese  aveva ripreso l'agitazione contro l'oppressione britannica.
Si  erano formate anche organizzazioni rivoluzionarie, come i Fenians,
che  praticavano la lotta armata, compiendo atti di terrorismo sia  in
Irlanda  che  in  Inghilterra. I liberali affrontarono  la  questione,
varando  alcune  riforme volte ad eliminare i privilegi  della  Chiesa
anglicana   e  a  migliorare  le  condizioni  di  vita  dei  contadini
irlandesi, ma la situazione rest assai grave.
